IL MODELLO re-BUILD TO RENT
RISTRUTTURARE E ARREDARE PER AFFITTI MEDIO-BREVI
OPPORTUNITA' e CRITICITA'

OPPORTUNTA’ DEL FUTURO O DEL PRESENTE?

Hai un appartamento, e forse anche altri, e questo articolo ti potrà essere utile per valorizzarlo!

Il modello Build to Rent (Costruire per Affittare – BtR), che per voi proprietari di appartamento è più adatto chiamarelo re-BILD to RENT (Ristrutturare per Affittare – rBfR) è una opportunità per il proprietario che non crea problemi al Condominio come l’affitto breve.

Oggi è più che mai una realtà anche in Italia: unità abitative residenziali destinate esclusivamente all’affitto per medi periodi (da 6 mesi a 2 anni), ristrutturati, arredati e mantenuti sotto un controllo puntuale e gestiti in modo professionale. Alcuni servizi inclusi, standard elevati, arredamento di qualità media o alta: gli affitti posso essere di importo elevato e l’affitto di questo tipo ha minori rischi di incappare in insolvenze e morosi difficili da sfrattare. L’importante è pensare con una visione a lungo termine e professionale, affiancando magari le proprie competenze con quelle mancanti.

Precisiamo il BtR non è l’affitto a breve o brevissimo termine, turistico o per trasferte lavorative, che vedono le loro basi nelle nuove piattaforme di gestione (Air B&B è la più nota), che ci permettiamo di segnalare come un grande problema per tutti, soprattutto se non gestite con grande professionalità ed etica.

C’è quindi un nuovo modo di abitare le città, soprattutto dove sono presenti Università, Cliniche, Società Multinazionali, Importanti Eventi Internazionali Ricorrenti. Ha una grande differenza dall’affitto di fortuna, dalla precarietà abitativa, e si fonda sull’idea di “casa temporanea”. È un modello che prende idea, è progettato, costruito e gestito per offrire a tempo determinato un’esperienza di vita stabile, curata e moderna ad utenti che hanno una discreta capacità di spesa. Sta cambiando il modo in cui i grandi investitori costruiscono valore oppure magari il modo in cui i piccoli proprietari immobiliari possono ripensare al loro patrimonio “immobiliare” (tipo i figli che hanno ereditato o erediteranno dai genitori un appartamento) creandosi una rendita, costruendosi magari (perchè no?) un nuovo impiego lavorativo con limitato impegno in tempo: con un progetto che sia solido e professionale.

Il BrT per i piccoli proprietari di case è mutuato dal modello più ampio dei grandi fondi immobiliari che creano complessi residenziali destinati interamente e esclusivamente all’affitto per medi periodi. E’ un modello che a noi piace poco, perchè saremo tutti esclusi e penalizzati dai grandi affari di questi fondi.

L’amministratore di condominio a nostro avviso potrà e dovrà avere un ruolo fondamentale per agevolare l’integrazione delle nuove realtà abitative con il resto degli abitanti tentando di prevenire le degenerazioni che spesso riscontriamo negli affitti a brevissimo termine. Questo articolo vuole tentare di essere il punto di partenza per lo sviluppo del BtR e la sua convivenza, senza problemi, con tutti gli altri condòmini, magari con il supporto delle nostre competenze e i nostri partner di scrivania.

Il re-build-to-rent: la casa ‘as a service’

Il rBrR pone l’attenzione sul consumatore (l’affittuario), con lo scopo di garantirgli un’esperienza soddisfacente non solo sotto il profilo abitativo, ma anche economico e della gestione.

Gli elementi da considerare sono inevitabilmente molti, a partire dalla ri-disposizione architettonica dell’appartamento, la definizione dei suppellettili e dall’arredo.

Il rBtR parte da un’idea semplice ma potente: realizzare (costruire o ristrutturare profondamente) gli edifici residenziali (appartamenti) destinando queste unità esclusivamente all’affitto a medio periodo per i nuovi affittuari alto spendenti: mantenuti sotto il controllo del proprietario devono essere gestiti in modo professionale, senza richiedere un impegno pesante. Significa servizi inclusi, standard elevati, gestione centralizzata e visione a lungo termine e qualche cortesia per gli ospiti. In altre parole: vivere in affitto, ma meglio, usufruendo di qualche tocco di qualità tipica del Bad & Breakfast, dall’albergo, dell’hotellerie, del residence, della ospitalità di un amico, in un luogo che possa essere considerato simile o meglio di “casa propria”, senza dover spendere quanto si spenderebbe in un albergo.

Dovrai avere idee chiare su chi sia il potenziale ospite e le sue aspettative, e poi come soddisfarle per la specifica categoria di cliente a cui ti conviene rivolgerti.
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PERCHÉ OGGI IL BTR È PIÙ ATTUALE CHE MAI 

Per decenni, l’abitare ha significato soprattutto acquistare oppure affittare appartamenti vuoti, da ristrutturare, da arredare, per periodi a lungo termine. Ma oggi la proprietà è diventata, per molti, un traguardo sempre più lontano. Prezzi in crescita, accesso al mutuo difficile, percorsi di vita meno lineari, mobilità lavorativa, mancanza di chiari progetti familiari: tutto spinge verso un bisogno abitativo nuovo, più fluido e più accessibile.

In questo scenario, l’affitto torna centrale, si riduce la durata del contratto, si alza il prezzo, ma richiede una nuova cura ai dettagli architettonici, all’arredamento e anche i servizi.

Il rBtR nasce per rispondere proprio a questa esigenza: lo fa con pensiero costruito su prospettive di lungo termine, per periodi di breve termine. Deve essere pensato specificatamente per una categoria: per famiglie urbane, giovani professionisti, coppie dinamiche, lavoratori in mobilità, studenti in trasferta, lungo-degenti e i suoi familiari, società multinazionali e loro dipendenti di alto o medio livello…

Per decenni, l’abitare ha significato soprattutto acquistare oppure affittare appartamenti vuoti, da ristrutturare, da arredare, per periodi a lungo termine. Ma oggi la proprietà è diventata, per molti, un traguardo sempre più lontano. Prezzi in crescita, accesso al mutuo difficile, percorsi di vita meno lineari, mobilità lavorativa, mancanza di chiari progetti familiari: tutto spinge verso un bisogno abitativo nuovo, più fluido e più accessibile.

In questo scenario, l’affitto torna centrale, si riduce la durata del contratto, si alza il prezzo, ma richiede una nuova cura ai dettagli architettonici, all’arredamento e anche i servizi.

Il BtR nasce per rispondere proprio a questa esigenza: lo fa con pensiero costruito su prospettive di lungo termine, per periodi di breve termine. Deve essere pensato specificatamente per una categoria: per famiglie urbane, giovani professionisti, coppie dinamiche, lavoratori in mobilità, studenti in trasferta, lungo-degenti e i suoi familiari, so

Il successo del BtR è anche sociale, ma è soprattutto finanziario. A fronte di un investimento paziente, questo modello genera flussi di cassa stabili da locazione, rotazione degli inquilini sostenibile a molti e valorizzazione del capitale immobiliare nel tempo. In media (per dare un riferimento finanziario sintetico) i rendimenti annui netti attesi del capitale (del valore dell’immobiliare attualizzato) oscillano intorno al 10%, secondo quanto riportato nei principali report internazionali.

* Segnaliamo che i principali fondi pensione, assicurazioni, REIT e family office europei e nordamericani sono oggi protagonisti nella crescita del BtR. Nel Regno Unito, anticipatore in questo tipo di settore, nel 2024 poco meno di 300.000 unità tra completate, in costruzione e in progettazione avanzata, con investimenti per oltre 5 miliardi di sterline solo nell’ultimo anno (fonte: Knight Frank, 2024).

In Italia la proprietà è diffusa (fortunatamente) e perchè rimanga tale si dovrà tutti insieme (unendo le competenze e le forze) affrontare questo cambiamento. Tanti appartamenti nelle città italiane e le loro periferie oggi sono destinate al BtR, ed anche il tuo appartamento potrebbe esserlo.

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*Osservando le fonti e  tendenze finanziarie in Europa, il residenziale in affitto professionale è diventato l’asset preferito dagli investitori istituzionali (fonte: INREV, 2024). In Spagna, la sola regione di Madrid ha catalizzato oltre il 50% dei tre miliardi investiti nel BtR tra il 2017 e il 2021, mentre in Germania il BtR si sta affermando come risposta moderna alla storica cultura dell’affitto urbano. Anche città come Varsavia, Amsterdam e Barcellona sono oggi protagoniste di nuove pipeline multifamiliari a gestione centralizzata.

In Italia il BtR è in fase embrionale. Tuttavia, Milano rappresenta un laboratorio interessante da capire e da imitare (in piccolo): alcuni progetti urbani come Sei Milano o Porta Romana stanno integrando residenze BtR all’interno di masterplan complessi. Seppur ancora senza una normativa ad hoc, cresce l’interesse da parte di investitori, sviluppatori e amministrazioni locali. 

In coda a questi grandi investitori ci sono i più pronti o attenti piccoli investitori e i tantissimi proprietari immobiliari insieme ai loro consulenti, fornitori, familiari, amici. Ci piacerebbe essere inviati in questo gruppo di persone affidabili e utili.

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Le condizioni per cui il Build to Rent possa definitivamente consolidarsi come offerta di un modello abitativo, e quindi possa essere un buon investimento, sostenibile, sicuro e replicabile, servono tre elementi fondamentali.

  1. Una domanda reale e in crescita.

Le grandi città europee e sempre più anche quelle italiane – vivono una forte domanda di affitto, spinta da prezzi di acquisto elevati, mobilità per opportunità di studio, lavoro, salute, seguire eventi e nuovi stili di vita. Aumentano non solo il numero degli affittuari, ma anche le loro aspettative (cercano qualità, servizi e stabilità) e guadagni importanti per chi è capace di investire. Il BtR nasce esattamente per rispondere a questo bisogno.

  1. Operatori competenti e specializzati.

Il BtR richiede una gestione professionale del patrimonio: non si tratta solo di costruire, ristrutturare e arredare, ma di garantire nel tempo una buona esperienza abitativa. Servono operatori capaci di curare ogni fase – progettazione, gestione, manutenzione, servizi di base, la tecnologia – con visione industriale e attenzione all’inquilino.

  1. Un quadro normativo abilitante.

In Italia manca ancora una cornice chiara per il BtR. Le regole attuali non distinguono chi affitta un appartamento da chi sviluppa interi complessi gestiti. Per i clienti dello studio (voi che leggete) questo è un bene. Alcuni segnali arrivano da Milano, che sta sperimentando premi urbanistici per chi garantisce la locazione nel tempo, lo sgravio fiscale per affitti a prezzo calmierato o concordato (le cui soglie si sono alzate).

Si presentano due differenti opportunità per il grande investitore e per il piccolo proprietario immobiliare o piccolo investitore.

Per i grandi investitori, in assenza di una regolamentazione chiara, il settore fatica a strutturarsi. Per i developer, il BtR presenta sfide importanti. A differenza del tradizionale build-to-sell, in cui la vendita frazionata consente il recupero rapido del capitale investito, nel BtR i ritorni sono più diluiti nel tempo. Questo impone una solida struttura finanziaria, una partnership con investitori pazienti e, spesso, un’elevata esposizione iniziale in equity. Inoltre, il BtR richiede una visione progettuale differente: layout più efficienti, spazi comuni ben integrati, infrastrutture e piattaforme digitali e predisposizione alla gestione a lungo termine e amministratori che si evolvono in Building Manager, allargando le proprie competenze e i servizi offerti. Il vero salto culturale, per chi sviluppa, è pensare non solo al prodotto finito, ma alla sua vita operativa nei decenni successivi.

Per i piccoli proprietari immobiliari o investitori, non servono strutture finanziarie, e di servizio particolarmente strutturate potendosi limitare anche al solo appartamento di proprietà non abitato (magari ereditato), fino ad arrivare ai pochi appartamenti: una minima capacità di gestione di un immobile supportata con la fondamentale visione progettuale e qualche buon fornitore può essere sufficiente per ottenere una robusta redditività.

All’interno della galassia BtR si colloca anche il co-living, modello pensato per un’utenza più giovane e transitoria, con camere private, spazi condivisi e servizi all inclusive. 

* Secondo l’ultimo report Savills (UK Co- Living Spotlight 2025), nel Regno Unito ci sono oggi circa 9.000 unità operative e 5.500 in costruzione, con tassi di occupazione che superano il 90% e affitti per un piccolo bilocale tra le 1.550 e le 1.750 sterline/mese (1 Sterlina = 1,16 Euro).

Non è un’alternativa, ma un sottoinsieme del BtR: stessa logica, diverso target. Anche in Italia è già presente in città come Milano, Roma e Bologna, con operatori come Dove Vivo, Habyt e The Social Hub, ma soprattutto con una rete diffusa di piccoli proprietari sufficientemente preparati e desiderosi di una buona fonte di reddito.

Il co-living risponde alle esigenze di chi cerca flessibilità, comunità, indipendenza e convenienza, ma anche servizi di ottima qualità tipo una bella, ampia, accessoriata cucina comune ed una camera privata, il bagno che può essere comune o deve essere invece privato?

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Il rBtR (re-BUILD to RENT) non è una moda. È una risposta strutturale a un cambiamento profondo del modo in cui si vivono le città, figlio della modernità del vivere in affitto, con qualità, flessibilità, continuità, con servizi che consentano una discreta qualità di vita con costi che non richiedano spese iniziali e possano essere inferiori a quelli dell’albergo.

Per l’Italia e per gli italiani si apre una finestra strategica: chi saremo? Abbiamo le città giuste, la domanda giusta, esistono tanti appartamenti di proprietà, sfitti, su cui lavorare, sui quale potrete basare i Vostri redditi base. Serve solo un salto culturale: non vedere l’affitto come un ripiego, una copertura delle spese vive o una sicura fonte di problemi, ma come una offerta abitativa matura e sostenibile da entrambe le parti inquilini e affittuari.

Il re-BUILD to RENT è questo: una sfida, ma anche un’opportunità culturale, sociale, comunitaria, urbana e strategica per tutti i protagonisti, grandi e piccoli, coinvolti o coinvolgibili.

Maggiore è l’integrazione e la collaborazione fiduciaria ed etica tra proprietario, fornitori e clienti, il presente ed il futuro, e migliore sarà il risultato finale, per tutti.

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